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Tra esplosioni vulcaniche e turismo eno-gastronomico, tutti i “boom” del vulcano attivo più alto d’Europa.

Siamo sul vulcano attivo più alto d’Europa. Parliamo di una DOC nata nel 1968 che ha vissuto momenti di alterne fortune fino alla definitiva consacrazione di circa un decennio or sono.

Quasi 150 produttori, alcuni molto giovani, per un totale di circa 4.000.000 di bottiglie in una superficie vitata di circa 1000 ha.

Le visite relative all’enoturismo etneo sono di centinaia di migliaia di visitatori ogni anno, un ettaro di terreno atto alla vinificazione può raggiungere la quotazione di oltre 150.000 €. Questi pochi numeri possono essere sufficienti a spiegare il boom enologico dell’Etna.

I principali vitigni dell’Etna: Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio.

Per quanto attiene ai rossi, il Nerello Mascalese ed il Nerello Cappuccio, entrambe uve autoctone del territorio, sono gli assoluti protagonisti.

Il principale, il Mascalese, è un vitigno a maturazione tardiva che viene solitamente vendemmiato fra la prima e la seconda decade di Ottobre.

L’areale dell’Etna DOC ha la forma di una C rovesciata che abbraccia il vulcano da Sud Ovest (Biancavilla, Santa Maria di Licodia) fino a Nord nel comune di Randazzo in provincia di Catania.

La principale e più antica forma di allevamento è l’alberello, anche se sono sempre più frequenti nuovi impianti a cordone speronato.

Caratteristiche dell’Etna rosso e abbinamenti

L’Etna rosso è un vino semi trasparente che in gioventù si presenta di colore rosso rubino che vira verso note granate con la maturità.
Le caratteristiche spaziano dalle note di frutta rossa matura a quelle di liquirizia, dal pepe nero alla mineralità dei suoli vulcanici.

I vini dell’Etna sono vini di importante grado alcolico, non particolarmente morbidi ove l’eleganza è l’elemento predominante rispetto alla potenza.

Abbinamenti ideali sono la cacciagione da piuma e da pelo, i primi piatti con sughi di carne, i formaggi stagionati.

Mr Taste li ha assaggiati anche come grandi vini da meditazione, per rilassarsi davanti ad un camino, a fine giornata.

Sempre più appassionati nel mondo provano a cercare punti di contatto fra il Nerello Mascalese, il Nebbiolo (famosissimo per la produzione dei blasonati Barolo e Barbaresco) ed il Pinot Nero. Non a torto.

È un vino longevo, grazie alla complessa struttura ed alla caratteristica mineralità ed acidità tipica dei territori nei quali nasce.

Il tour dei vini dell’Etna

Mr Taste ne ha provati diversi, ed ha potuto osservare quanto questi meravigliosi vini cambino in base al versante, all’altitudine, alla densità di impianto ed al tipo di impianto.

È prassi ormai l’indicazione delle varie contrade di provenienza dei vini (Verzella, Santo Spirito, Rovittello, Pietramarina, Pettinociarelle).

È importante sottolineare come siano presenti sul vulcano anche dei vitigni Pre-Fillossera.

L’Etna, grazie alle escursioni termichel’altitudine delle sue vigne ed il ricchissimo terreno, ha permesso di preservare piante, franco di piede, con età calcolate superiore ai 140 anni.

Una passeggiata fra le rocce vulcaniche, osservando le fumarole del cratere, attraverso vecchi palmenti risparmiati dai terremoti o dalle eruzioni è una esperienza indimenticabile.

Panorami mozzafiato che permettono al visitatore una totale immersione in un territorio autentico dove la tradizione guida con sapiente mano l’innovazione.

Enjoy

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