• Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Varie
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Il Primitivo è un vitigno a bacca rossa coltivato in tutta la Puglia.

In provincia di Taranto sono piuttosto famose le denominazioni “Primitivo do Manduria” e il grande vino da dessert “Primitivo di Manduria Dolce Naturale”. Anche nel barese, specialmente intorno alle colline di Gioia del Colle, quest’uva ha trovato una felice zona di vocazione.

Attualmente la superficie vitata a Primitivo in Puglia si aggira intorno agli oltre 11 mila ettari.  Nel recente passato questo vitigno era stata vittima di politiche di espianto piuttosto aggressive, ma adesso la crescita è costante, circa un 40% in più nell’ultimo decennio.

Questa varietà deve il suo nome alla maturazione precoce, dal latino “primativus” e dall’italiano antico “primaticcio” (entrambi nel significato di “primo a maturare” o “maturazione precoce”).

E’ una delle prime uve a essere vendemmiate in Italia e già nella seconde decade di agosto, le uve hanno un tenore zuccherino tale da permettere produzione di vino dal generoso volume alcolico.

Posso confermarti l’esistenza di una strettissima parentela, comprovata da una sostanziale identità genetica, tra Primitivo, Zinfandel (nota uva californiana) e Plavina, un raro vitigno croato.

Con buona probabilità, il Primitivo è arrivato in Puglia direttamente dalla Grecia. Qui ha trovato l’habitat ideale per la diffusione e le tecniche colturali lo hanno fatto divenire uno dei vini più apprezzati del Sud Italia.

Nelle zone di più antica vocazione, il vitigno viene ancora allevato ad alberello; questo metodo colturale garantisce una produzione di minore quantità ma di altissima qualità.

Caratteristiche e qualità

La sua caratteristica più insidiosa è la tendenza a surmaturare velocemente; a volte pochi giorni di ritardo nella vendemmia conducono alla raccolta di uve avvizzite con rapide cadute di acidità e perdita delle note di freschezza.

Il Primitivo, come detto, è un vitigno capace di fornire concentrazione e gradazioni zuccherine molto elevate. La gran parte degli zuccheri, con la fermentazione alcolica, permette la produzione di Primitivo di 16, 17 e talvolta 18 gradi.

Il Primitivo si caratterizza per una ampia gamma di note fruttate che virano dalla amarena alla mora, dalla prugna al mirtillo. Sono presenti anche piacevolissime note speziate ed un gradevole tocco di balsamicità.

Il passaggio in botti di rovere aiuta il Primitivo nella stabilità del colore e soprattutto ad ammorbidire quegli eccessi di tannino che talvolta si manifestano nel vino giovane.

Gli abbinamenti

Il Primitivo è un vino da abbinare a piatti di carne elaborata, magari arricchita con cotture a base di spezie ed aromi. Ottimo l’abbinamento anche con i formaggi stagionati.

Ti suggerisco di assaggiare anche il prezioso Primitivo di Manduria dolce naturale. Solitamente si tratta di un vino dal colore rosso rubino impenetrabile con riflessi granati.

Al naso il bouquet è intenso e complesso, con richiami di frutti rossi molto maturi, confettura di ciliegie e amarene, fichi secchi e leggere note di cannella e vaniglia.

Al palato è pieno e avvolgente, con ottimo equilibrio tra dolcezza e acidità e una notevole persistenza.

Provatelo con un pecorino maturo, con la pasticceria secca o i dolcetti al cioccolato.

Enjoy

Lascia un commento