• Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Varie
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Se hai qualche anno in più di un “millennial”, forse ti ricorderai che il vino più famoso del Friuli era il Tocai.

Orgoglio, forse anche bandiera di una enologia del nord est che spopolava fra i bianchi nazionali.

All’improvviso, però, questo nome è diventato tabù, ti spiego il perché.

Oggi il “Tocai” non può essere più chiamato “Tocai” ma “Friulano”, per via della diatriba legale persa dall’Italia con l’Ungheria che ne rivendica l’origine del nome.

La diatriba del Tocai tra Italia e Ungheria

Il problema però è che il Tocai italiano non ha nulla a che vedere con il “Tokaji Aszú” quello ungherese che, attualmente, è l’unico a potersi fregiare di questo nome.

L’ungherese nasce da uve “furmint che, come puoi bene intuire, non è “tocai”.
E non lo sono nemmeno tutti gli altri vini prodotti nella zona del “Tokaji Aszú”.

La vera storia del Tocai italiano

Analisi dettagliate del DNA hanno confermato che le uve di derivazione di questi vini non hanno nulla a che fare con il “tocai friulano”.

La storia, nondimeno, è testimone di un curioso incontro che avvenne nel 1200 quando il re ungherese Bela IV ricevette visite da gente arrivata dal Friuli che in dono portava viti di un’uva poi piantata in terra ungherese.

Quest’uva prese il nome da un torrente che rappresentava la regione e dove, appunto, le prime viti furono piantate. Le carte e le mappe dell’epoca confermano che il torrente simbolo dell’incontro storico si chiamava “Toccai”.

Le carte dell’epoca raccontano addirittura una cosa ancor più importante e intrigante. Le talee portate dai friulani e messe a dimora dagli ungheresi si chiamavano “furmint”.

Esattamente lo stesso vitigno che oggi in Ungheria è conosciuto come “tocaji” o “tocai” e che nulla ha a che vedere con l’italiano tocai, che ora porta il nome di “friulano”.

Siamo di fronte, quindi, a un doppio errore che vede contrapporre al vero “tocai friulano” il “furmint” che oltre a essere un altro vitigno è stato portato in Ungheria proprio dagli stessi friulani.

Curioso vedere come un gesto di amicizia si sia trasformato secoli dopo in un clamoroso errore di valutazione. Rimane comunque il fatto della assoluta differenza tra questi due protagonisti storici e dell’assoluta originalità del “tocai friulano” che oggi trovi in etichetta col nome di Friulano.

Vuoi scoprire altre curiosità sul mondo del vino?

Enjoy

Lascia un commento